SCUOLA HOANG NAM WUTAO ITALIA - ASSOCIAZIONE ITALIANA HAPKIDO


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Kobudo

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il Kobudo di Okinawa


Noto anche come Ryukyu Kobujutsu, Koryu, o solo come Kobudo, è un termine giapponese che può essere tradotto come "antica Arte Marziale di Okinawa".
Si riferisce, in generale, alla tradizione classica dell'uso da combattimento degli attrezzi e delle armi utilizzate nelle Arti Marziali di Okinawa e delle isole Ryukyu
Dagli attrezzi agricoli e lavorativi utilizzati nell'arcipelago delle Ryukyu a Okinawa si è evoluto un vero e proprio sistema di tecniche di combattimento armato basato sulle dinamiche e sulle posizioni del più conosciuto Karate di Okinawa, arte marziale prettamente a mani nude, con tecniche dinamiche di pugno e calcio.
È storia popolare e comune convinzione che tale utilizzo sia stato incentivato dalle severe restrizioni imposte agli abitanti dell'arcipelago sulla detenzione e il porto di vere e proprie armi. Tali proibizioni sono state, senza dubbio, una delle molle che hanno obbligato contadini e cittadini nello sviluppare grande abilità nel maneggio "difensivo" di attrezzi di uso quotidiano, di facile reperimento e a costi accessibili a tutti. Pertanto la necessità difensiva, la facilità di reperimento e l'alto costo di vere armi guerriere, comunque proibite ai più, sono alla base del Kobudo.
Bisogna specificare, comunque, che l'uso marziale delle particolari "armi" popolari, sono antecedenti alla conquista e annessione giapponese delle Ryukyu, la cui popolazioni, con i continui contatti commerciali soprattutto con la vicina Cina, già da secoli poteva vantare conoscenze in tale settore.
Il M° Maurizio Massara, 6° dan, fin dal 1976, è stato uno dei primissimi italiani a insegnare tale Disciplina marziale nel nostro Paese.


Le principali armi del Kobudo di Okinawa sono:

Bo
Detto anche Rokushaku-Bo è il semplice bastone lungo usato dai pastori per ordinare le greggi, dai viandanti, per il trasporto sulle spalle di secchi, ecc., tecnicamente trasformato nella più semplice quanto efficace arma. Consta di un bastone lungo circa m 1,80/1,90, fatto di legno durissimo, quale la quercia rossa, oppure ricavata dal flessibile giunco. Con esso si possono eseguire tecniche di attacco circolari e di punta, nonché parate o bloccaggi. A differenza dell'uso nipponico, il Bo di Okinawa , che viene impugnato più centrale, si base sulle posizioni e sui movimenti del Karate.

Tambo o Hanbo
Il bastone corto, lungo approssimativamente 90 cm., è di facile reperibilità e di intrinseca semplicità. E' usato per il combattimento alla corta e media distanza, sia singolarmente, sia in coppia.E' alla base delle moderne tecniche di sfollagente.

Nunchaku
Il Nunchaku, nel dialetto d'Okinawa, (so-setsu-kon in giapponese), il flagello a due sezioni (una vera e propria mazza articolata), è forse l'attrezzo più famoso del repertorio del Kobudo e delle armi orientali.È costituito da due corti bastoni di legno duro uniti ad un'estremità da un corta cordicella o catenella. Generalmente s'impugna con una sola mano, e può essere fatta roteare in tutte le direzioni sfruttando la forza centrifuga prodotta dalla rotazione delle sezioni. Si tratta di un'arma prettamente offensiva, ma può essere utilizzata anche per eseguire parate e bloccaggi. Il Nunchaku può essere sfruttato anche come una morsa per bloccare le armi o gli arti degli avversari o eseguire strangolamenti; è anche possibile sferrare colpi diretti senza il "lancio", utilizzando le estremità di uno o entrambi i bastoni

Tonfa
Il Tonfa, usato marzialmente per lo più in coppia, consta di uno spesso tronchetto di legno leggermente più lungo dell'avambraccio dell'utilizzatore (yoko), con un'impugnatura comoda per la mano, posta ortogonalmente a circa ¼ da un'estremità (tsuka).
Arma che si adatta alle tecniche difensive come un piccolo scudo, e che, con colpi di punta o con rotazioni circolari, ottenute facendolo ruotare attorno all'impugnatura, diventa efficacissima nel contrattacco.
II Tonfa può essere usato sia come un potente tirapugni, colpendo direttamente con la punta anteriore o posteriore, sia percuotendo con la parte laterale, sia usato come una sorta di martello.
Il colpo più caratteristico è quello in rivoluzione, imponendo un rotazione al bastone tramite l'impugnatura trasversale e sfruttando l'accelerazione ottenuta.
Ottimo attrezzo difensivo, si può usare come una sorta di scudo; la sezione esterna in pratica la parte del bastone opposta all'impugnatura, può essere utilizzata efficacemente per le difese, bloccaggi e parate, mantenendo la sezione interna sulla quale è montata l'impugnatura aderente all'avambraccio.
Per la sua praticità e per la possibilità di "modulare" il tipo di difesa è stato adottato come sfollagente da molte Forze dell'Ordine in tutto il mondo.

Kama
Il Kama, giunto probabilmente nelle Ryu-Kyu dalla Cina in tempi remoti, è il caratteristico corto falcetto usato in agricoltura, soprattutto per il taglio del riso.
Consta di lama vagamente a mezzaluna, posta a circa 90° rispetto alla corta impugnatura tonda di legno. Nel Kobudo sono usati, per lo più, in coppia, permettendo l'esecuzione di svariate tecniche di parata e contrattacco anche contro armi bianche.
Nel Rokushaku-Kama la falce è fissata all'estremità di un bastone.

Kai, Eku, Eiku o Iyeku
È il remo dei barcaioli e si basa sulle tecniche di Bo. Per una lunghezza leggermente inferiore ai due metri, è costituito per metà da un bastone rotondo usato come impugnatura, e l'altra estremità di una lunga e stretta pala piatta.

Sai
Chiamato anche Chai o T'ieh-ch'ih dai cines è un attrezzo nato come vera e propria arma.
Si può paragonare allo "spezzaspada" (o "mano sinistra") occidentale. D'origine strettamente cinese, fu usato, più che altro, dai tutori della legge di Okinawa, per disarmare gli eventuali aggressori.
Oggi si presenta come una corta sbarra rotonda od ottagonale d'acciaio a punta, con il paramano formato da due ampi ganci rotondi, atti a bloccare e, eventualmente, a spezzare la lama avversaria; per rendere più salda la presa, l'impugnatura è avvolta con una corda o con strisce di pelle.

Jo
È il bastone di lunghezza media è un bastone diritto di circa 1m e 20 cm.
Nonostante la somiglianza, i movimenti per eseguire le tecniche sono differenti da quelle che caratterizzano il Rokushaku-Bo. La lunghezza inferiore permette di compiere movimenti e rotazioni molto rapide, facendolo scivolare tra le mani.
L'uso della Jo nel Kobudo di Okinawa è diverso anche da quello utilizzato nell'Aïkido (Aïki-Jitsu) e nel Kobudo giapponese.

Altri attrezzi sono:

Kue o Kuwa
È la classica zappa per dissodare la terra.
E' formato da un bastone alla cui sommità, anticamente, era fissata, trasversalmente un corno d'animale, e, in seguito, una lama piatta di metallo.
Può essere utilizzato per eseguite, soprattutto, tecniche percuotenti o di taglio con la lama.
Come per il remo, una tecnica caratteristica è quella di lanciare terra verso l'avversario per distrarlo e finirlo con l'attrezzo.

Timbei, Rochin, Seiryuto
Il Timbei è uno scudo ricavato, anticamente, da un grande guscio di testuggine, oppure costruito in legno o bambù intrecciato; oggi è fabbricato con materiali leggeri e resistenti quali, ad esempio, l'alluminio. Il diametro è di circa 45 cm., e all'interno sono fissate le impugnature, una di legno, l'atra di stoffa o cuoio, per il passaggio del braccio.
Lo scudo non è usato soltanto per la protezione, ma anche per colpire, spingere o distrarre l'avversario.
Il Timbei è usato in coppia con il più antico Rochin, una particolare punta a pugnale con lungo manico, oppure con il Seiryuto, un machete dalla impugnatura in legno e una larga lama in acciaio. La lunghezza d'entrambe le armi è di 60 cm. circa.

Nunte e Nunte-bo
Il Nunte è una sbarra appuntita di metallo, con due ganci posizionati al centro e in opposte direzioni, usati per varie mansioni lavorative.
In asta prende il nome di Nunte-bo, usato, ad esempio, dai pescatori per l'aggancio delle barche o per riprendere le reti.
La sua trasformazione marziale lo ha reso una temibile lancia, per colpire di punta o per arpionare l'avversario.

Suruchin
D'oscure origini, il primo abbozzo di Suruchin fu probabilmente concepito nell'età della pietra come arma di difesa contro gli attacchi delle bestie feroci e per la caccia, trasformato, nel tempo, anche come arma per il combattimento e la difesa.
Anticamente era costituito da una corda alle cui estremità erano fissate, da una parte, un manico (generalmente in pietra) e, dall'altra, un sasso per colpire.

Kusari
Il Suruchin oggi più conosciuto è il Kusari, è costituito da una catenella di metallo, lunga anche quattro metri, con due pesetti fissati alle estremità; è praticamente una via di mezzo tra una frusta e una mazza ferrata.
Entrambi i capi di quest'arma possono essere utilizzati per colpire; la catena, opportunamente avvolta attorno al braccio può parare agevolmente i fendenti di qualsiasi tipo di lama, oppure, può essere utilizzata per disarmare, colpire, soffocare imprigionare e atterrare l'avversario.

Tekko
Letteralmente "mano di ferro", da semplice staffa per cavalieri è stata trasformata in un efficacissimo "tirapugni" o "pugno di ferro". Ha una forma molto simile a quella di un bracciale dotato di un manico a staffa di cavallo; esso deve essere impugnato tra il palmo e le nocche ed è dotato di tre spunzoni nella parte superiore e di due ai lati (uno per ogni lato).
Costruito generalmente in ferro, poteva era anche essere costruito in legno duro, e presenta rilevanti qualità per l'auto-difesa, potenziando le tecniche di pugno e permettendo di parare i colpi d'armi di legno o metallo; spesso era usato in coppia, armando entrambe le mani. Inoltre, poteva essere facilmente trasportato e nascosto. Leggermente più largo del palmo di una mano, il Tekko era spesso celato all'interno delle maniche della veste.

Tecchu
Un altro "tirapugni" era il Tecchu di sezione cilindrica, con due fondamentali versioni, costruite sia in legno, sia in ferro.
La teoria più accreditata riguardo alla sua funzione lavorativa ha stabilito che, in origine, era un attrezzo destinato alla riparazione delle reti da pesca.
Una, consta di un tronchetto, modellata per la presa con le dita, lungo poco più del palmo; un perno di legno appuntito spunta tra l'indice e il medio.
La seconda è formata da una corta sbarra di legno o metallo, con un anello fissato su un lato, al centro, ove si fa passare il dito medio.
Arma essenzialmente d'attacco, con entrambe le varianti si può colpire direttamente con la punta che spunta dalle dita, o circolarmente con gli spuntoni eccedenti dal lato della mano chiusa.

Jiifa
Il Jiifa (fermi per capelli - kanzashi) è la dimostrazione di come ogni attrezzo quotidiano poteva essere trasformato in arma.
Facilmente occultabile, era usato soprattutto dalle donne per la difesa.

Sansetsukon
Il Sansetsukon è l'identica versione nel Kobudo del San-jie-kun cinese, il bastone a tre sezioni cinese. E' composto di tre bastoni d'uguale lunghezza, uniti da corda o da una breve catenella. L'uso di tale arma nel Kobudo è, normalmente, più statico rispetto alla spettacolare pratica nella versione del Wu-Shu cinese.

Kuraman Bo
Nelle campagne orientali per battere il riso (identico a un attrezzo usato nelle aie europee) veniva usato il Kuraman Bo, costituito da un bastone lungo circa 1,80, assicurato tramite una fune o una catenella ad un bastone più corto della lunghezza di circa mezzo metro.
Tale attrezzo agricolo potrebbe essere l'ispiratore del più famoso Nunchaku.


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